SEMLOR – LASKIAISPULLA, ovvero Panini scandinavi di carnevale

Ormai chi mi legge, deve aver capito che ho una passione smodata per la cucina scandinava e da quando ho scoperto Brontë Aurell, me ne sono innamorato (dei libri, ovvio, altrimenti suo marito Jonas mi cerca fino a qui…).

I Semlor sono panini dolci, che ricordano vagamente le brioche siciliane (se è possibile fare il confronto) e forse per questo loro lontano parentesco con la Sicilia mi sono sembrate un mio personale omaggio alla Scandinavia e alla mia terra d’origine.

Si preparano in tutta la Scandinavia dal dopo Natale fino al martedì grasso.

In Finlandia si chiamano Laskiaispulla e si riempiono però, di solito, con la marmellata di lamponi.

Poi comincia la Quaresima e tutto tace o, per lo meno, diminuisce…. Hehehe….

Avete ancora tempo per farli….

Io li ho mangiati a Londra, offerti dalla propria Brontë Aurell, e scusate se è poco!

Immaginatevi la voglia che avevo di rifarli presto !

La prima volta mi sono venuti fuori degli sgorbi, dei mostriciattoli.

Non mi sono dato per vinto. E li ho rifatti il giorno dopo, imparando da Alessandra, che tutti i lievitati vanno fatti con amore e con pazienza. Come con dei figli.

Ingredienti

Dal libro The ScandiKitchen

Per l’impasto:

25 g di lievito di birra fresco (io ne ho usati 15 g)

250 ml di latte intero, riscaldato a 36-37 graid

80 g di burro fuso e leggermente freddo

40 g di zucchero

300-400 g di farina per pane

2 cucchiaini di cardamomo in polvere

1/2 cucchiaino di sale

1 cucchiaino di lievito per dolci

1 uovo leggermente sbattuto

Ripieno:

100 g di marzapane

una buona quantità di crema pasticcera

500 ml di panna da montare

1 cucchiaino di zucchero vanigliato

zucchero a velo per decorare

Metodo

Mettere il lievito nella ciotola della planetaria e scioglierlo nel latte appena tiepido.

Unire il burro fuso e freddo e azionare la planetaria con il gancio ad uncino. Aggiungere lo zucchero e mescolare ancora. Aggiungere la metà della farina, con il sale, il lievito per dolci e il cardamomo. Aggiungere anche la metà dell’uovo sbattuto (l’altra metà servirà per spennellare poi i semlor).

Mescolare bene finché tutti gli ingredienti non siano ben incorporati e, a questo punto, iniziare ad aggiungere, poco a poco, il resto della farina, fin quando non si ottenga un impasto leggermente umido e appiccicoso. Attenzione a non aggiungere troppa farina. Impastare per almeno altri 5 minuti nella planetaria.  

Coprire la ciotola della planetaria con una pellicola (o con uno strofinaccio pulitissimo) e lasciare lievitare in un luogo tiepido (non caldissimo) per 30-40 minuti, o comunque fino al suo raddoppio.

Dopo di che, riprendere l’impasto e, posto su una superficie infarinata, impastarlo di nuovo per pochi minuti, aggiungendo altra farina se dovesse essere necessario. L’impasto deve risultare soffice, non asciutto. A questo punto, dividere l’impasto in 12 palline uguali. Metterle distanziate su una (o due) teglie foderate di carta forno e lasciate lievitare  i semlor per altri 25-30 minuti.

Preriscaldare il forno a 200 gradi. Spennellate con cautela i semlor con l’uovo rimasto, quindi infornateli per 8-10 minuti o finché non saranno dorati, stando molto attenti a che non brucino in fretta. Sfornare e, subito fuori dal forno, coprire i semlor con un canovaccio umido per prevenire la formazione della crosta. 

Appena raffreddati completamente, tagliare la parte superiore di ciascun “semla” (circa 1,5 cm dalla parte più alta). 

<p>Scavare circa un terzo di ciascun “semla” e mettere le briciole in una ciotola a parte. Mescolare poi la crema di marzapane (formerà un impasto molto denso), poi della crema, o crema pasticcera, fino a ottenere un composto spalmabile. Riempire il vuoto dei semlor con questa crema, aggiungere la panna montata, richiudere con il coperchietto che avevamo tagliato in precedenza e spolverizzare con zucchero a velo.

Note

La ricetta in inglese è perfettamente spiegata. Anche i minuti della lievitazione corrispondono bene. L’unico problema sono stato io stesso… che ho poca dimestichezza con i lievitati, come scritto prima.

Anche la farina che ho usato è stata pari massimo a 400 gr, come dice Brontë. 

Sono deliziosi. Non diventano secchi facilmente. Anzi. Diventano sempre più buoni. Ma farciteli e mangiateli….Il cardamomo dà all’impasto un sapore tra l’esotico e lo scandinavo…

Brontë ha scritto un testo simpatico per il suo site, intitolato “15 Shades of Semlor” (quindici toni di Semlor – con ovvio riferimento al film e al libro, che, ahimè, tutti forse conoscete). In questo testo, l’Autrice propone una reinvenzione e alcune brillanti variazioni dei Semlor classici.

Ne ho tratto subito ispirazione. 

Allora ho preparato “tre toni diversi di Semlor”! 

Uno con il Lemon Curd, uno con la Crema alle Mandorle Siciliane, e uno che era il più strepitoso di tutti, con la Crema di Pistacchio di Bronte (la città!)

“Semlor” e “Brioche col Tuppo” – per sempre uniti!

Buon carnevale!!!

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