CIAMBELLA ALL’UVA E AL VINO BIANCO DI OTTOLENGHI E GLI INCENDI IN BRASILE

Non so se e quali notizie arrivano dal Brasile fino a voi in Italia. Il lungo periodo di siccità di questi mesi ha provocato una serie inquietante di incendi che hanno distrutto aree immense, devastando flora e fauna, e ponendo a rischio anche la vita di numerose popolazioni indigene locali, molte delle quali hanno scarso rapporto con le comunità urbane. Un fatto che forse non potete immaginare.
Ieri al telegiornale brasiliano hanno mostrato un servizio molto tenero. Una “onça” (si pronuncia “onsa”), cioè una specie di leopardo americano del Sud, molto temuto per la sua aggressività, ma anche bellissimo, elegante per le chiazze vistose e quasi magiche (come si legge in un famoso racconto della letteratura brasiliana) è stato finalmente guarito. L’avevano battezzato “Ousado”, cioè “Temerario”. Aveva le zampe bruciate. Ustioni del grado massimo, il più grave. Si vedevano in tv dei veterinari passare una crema sulle zampe e lui, Temerario, accettare silente. Adesso è tornato nella foresta da cui è stato riscattato. Si è girato indietro, quando l’hanno rilasciato, come a ringraziare quei salvatori che fanno parte di una razza che magari aveva considerato spesso come invasori.

Vi invito a una fetta di questa straordinaria ciambella all’uva e al vino bianco di Ottolenghi. Con lui non ci si sbaglia mai.

INGREDIENTI
Per 12 persone
Per uno stampo da chiffon cake o da ciambellone di 26 cm. Ottolenghi raccomanda di non cuocere la torta in un altro tipo di stampo, perché la cottura non avverrà in modo corretto.

500 g farina
2 cucchiani di lievito in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
340 g zucchero semolato (ma io ho diminuito a 300 g)
175 g di burro non salato a temperatura ambiente
75 g di olio extravergine di oliva
la scorza grattugiata di 2 limoni
la scorza grattugiata di 1 arancia
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
4 uova biologiche
450 g di vino Moscato, o altro vino bianco dolce, a temperatura ambiente
100 g di acini d’uva nera privata dei semi

PER LA GUARNITURA
70 g di burro non salato a temperatura ambiente
70 g di zucchero semolato
100 g di acini d’uva nera privata dei semi

Metodo

Ungere leggermente uno stampo da chiffon cake da 26 cm infarinatelo ed eliminate il residuo eccessivo di farina. Preriscaldate il forno a 210°.
Nella ciotola della planetaria con la spatola a foglia, aggiungere lo zucchero, il burro, l’olio d’oliva, le scorze degli agrumi e montare a velocità medio-alta per due minuti. Aggiungere la vaniglia e poi un uovo alla volta lasciando che siano ben amalgamati dopo ogni aggiunta.
Abbassare la velocità al minimo e aggiungere la farina e il vino, in 3 volte, alternandoli. Una volta amalgamato l’impasto versarlo nello stampo e distribuire sulla superficie gli acini d’uva. Infornare per 20 minuti.

Mentre la torta cuoce preparare la guarnitura in crosta di zucchero: in una ciotola piccola mettere il burro e lo zucchero e mescolare con un cucchiaio di legno per formare una pasta densa.
E adesso attenzione. Appena sono trascorsi 20 minuti di cottura, senza paura, sfornare, velocemente, la torta e distribuire con due cucchiai la guarnitura di zucchero sulla superficie e finalmente distribuire gli altri 100g di acini d’uva.
Rimettere in forno e abbassare la temperatura a 180° Celsius. Proseguire la cottura per altri 40-45 minuti. Fare la prova stecchino.
Sfornare e fare freddare nello stampo per almeno mezz’ora.
Si conserva anche 4-5 giorni sotto la campana di vetro.

NOTA:
Una bellezza di soffice bontà e dalla texture vellutata. Non abbiate paura del momento in cui Ottolenghi dice di tirare la torta dal forno dopo 20 minuti. Siate rapidi, però. La guarnitura è una delizia e la tentazione è che ve la mangiate prima di distribuirla sulla ciambella.

4 thoughts

  1. Biagio, mi hai colpito e affondato pure con questa ciambella, deve essere favolosa! Un’altra da provare…mi avrai sulla coscienza! Anzi ti manderò il conto del dietologo! Un abbraccio!

  2. Ciao Biagio, l’ho vista, la devo fare, anche se cercavo una torta di mele! Adesso questa la programmo per la settimana prossima… Ho un vino frizzantino dolce, genuino, che mi hanno regalato, pensi che possa andar bene? O deve essere un vino fermo? Mi manca anche la buccia d’arancia che ancora non se ne vedono, che dici aumento il limone? Non vorrei rischiare che non si trovi più l’uva buona…
    Certo che di Ottobre sono stata veramente impossibilitata a visitarti… però ultimamente ti sei scatenato! Troppe cose buone!!! 😂😉

    1. Di torte di mele da me ne trovi un casino…. per dirla con un termine poetico 😂😂😂😂 frizzantino …il vino non va bene…. deve essere fermo ma pur sempre dolce… invece dell’arancia metti della buccia di limone …. e grazie 🥳

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