LA PASTA MARGHERITA E LA SCIENZA IN CUCINA SECONDO L’ARTUSI E MIA MAMMA

Mia mamma deve essere una discepola dell’Artusi.

-Mamma, quanto deve stare in forno? – Hmmm, non lo so. Lo vedi.

-Mamma, ma quanta farina ci vuole qui? – Niente metti, poi controlliamo…

-Mamma, ma questa ricetta ce l’hai scritta dove? – Qui, nel cassetto. Ma non la trovo più.

Avrei voluto scrivere un post nello stile dell’Artusi, ma vi risparmio il dolore di leggermi così, all’antica.

Questa ricetta è una meraviglia. Solo tre ingredienti. Tre, dico tre. Cose che solo un tempo riuscivano a proporre accoppiando semplicità e bontà genuina.

Certo, l’Artusi, nel suo genio, non mette quasi mai la temperatura del forno, la misura dello stampo e altri dettagli che oggi riteniamo di grande importanza. Ma a quel tempo si faceva tutto sulla base dell’esperienza. Come fa mia mamma.

Ingredienti
120 g di fecola di patate o di amido di mais
120 g di zucchero,
4 Uova grandi
Un cucchiaino di succo di un limone, oppure dell’essenza di vaniglia
 
Dice l’Artusi di “sbattere prima ben bene i rossi d’uovo con lo zucchero, aggiungete la farina e il succo di limone e lavorate per più di mezz’ora il tutto”. Ovviamente, oggigiorno con la planetaria il tempo diminuisce: bastano 10 minuti e un po’ di pazienza.
“Montate per ultimo le chiare, unitele al resto mescolando con delicatezza per non smontare il composto (Artusi la chiama “la fiocca”, ma mi suona mezzo erotico…hahaha).
Versate il composto in uno stampo liscio e rotondo (volete sapere il diametro? Non ve lo dico….), imburrata e spolverizzata di zucchero a velo e farina, e mettetela subito in forno. (A quanti gradi? Per quanto tempo? Ai posteri l’ardua sentenza…. ). Sformatela “diaccia” (traduzione dall’artusiano: fredda) e spolverizzatela di zucchero a velo vanigliato.”
Stampo diametro 23 cm e 180 gradi per 40 minuti (nel mio forno).

È una spettacolo di sofficità e di gusto semplice. Potete mangiarla “nature” oppure con un velo di marmellata o di nutella.
Importante montare bene i tuorli, a lungo, e gli albumi a neve, incorporandoli bene, perché non essendoci lievito, saranno loro a dare la spinta.
Controllate che la superficie sia ben dorata e sfornate.
Non fate seccare la torta Margherita dell’Artusi. Perciò controllate ai 40 minuti. Di più rischiate il peggio…

6 thoughts

  1. 😂😂😂 hai ragione: l’Artusi è proprio difficile da interpretare oggi, tranne che non si disponga di una mamma o anche di una nonna!
    Questa è una ricetta fantastica nella sua semplicità, grazie Biagio! Con le temperature autunnali si risveglia le voglia di dolce… 😋

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.