DRÖMMAR, I BISCOTTI SVEDESI “DEL SOGNO” E NON HANNO POI TUTTI I TORTI…

In una celeberrima frase, il saggio Prospero ne “La tempesta”, del sommo Shakespeare, dice, a un certo punto: “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita” (atto IV, scena I). Fine della citazione letteraria intellettuale! Hahaha!
Quando ho preparato questi biscotti, che si chiamano in svedese “sogni”, mi sono chiesto il perché. E se dovessi domandarvi: ma di cosa sono fatti i sogni, credo che sarebbero simili a questi biscotti pallidi, dalla superficie screpolata, che si sciolgono in bocca. In Brasile ci sono dei cioccolatini ripieni chiamati “sonho de valsa” (sogno di valzer), denominazione altamente sentimentale e romantica. Sono buoni (non ci può essere nulla di cattivo quando c’è di mezzo il cioccolato) ma questi “drömmar” sono in-cre-di-bi-li.
Hanno tuttavia una caratteristica che è tipo l’incubo da pagare per avere il paradiso biscottoso in bocca. La ricetta originale chiede, come agente lievitante, l’ammoniaca per dolci. Me ne guardo bene dall’usarla, soprattutto dopo aver saputo che una volta veniva ricavata da corna di cervo maschio macinate…. Chiedo scusa ai miei amici svedesi, e anche a Brontë Aurell, di cui ho preso la ricetta, malgrado lei sia danese. Non sopporto l’idea di avere la cucina che puzzi di fertilizzante (anche se tutto passerà aprendo la finestra a cottura avvenuta), né di non poter assaggiare l’impasto prima che vada in forno… Morale della favola: li ho fatti con il lievito per dolci, con cui si può sostituire l’ammoniaca (in svedese “hjorthornssalt”, cioè carbonato di ammonio per fornai). Non nascondo che questa scelta altera la consistenza del biscotto e lo renderà meno friabile, ma la reazione chimica del lievito non delude: il tutto si traduce in un morso che si scioglie in bocca, sempre croccante ma quasi fragile….
Ad ogni buon conto, fateli subito, o dopo Natale, vale la pena in qualsiasi periodo dell’anno, con l’ammoniaca o con il lievito. Ripeto: sono in-cre-di-bi-li.

La ricetta è tratta dal bellissimo libro di Brontë Aurell, “ScandiKitchen FIKA & HYGGE”.

Ingredienti per circa 30–35 biscotti

120 g di burro a temperatura ambiente
200 g di zucchero semolato
2 cucchiaini di zucchero vanigliato o di estratto o utilizzare i semi di 1 baccello di vaniglia
80 ml di olio dal sapore neutro (come un buon olio di girasole)
240 g di farina 00
1/2 cucchiaino di ammoniaca o di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di essenza di nocciole (o di scorza di limone grattugiata)
2 teglie unte e rivestite con carta da forno

Unire il burro e lo zucchero semolato fino a ottenere un composto chiaro e cremoso utilizzando una planetaria con frusta o una frusta elettrica a mano. Quindi aggiungere la vaniglia e l’olio e sbattere di nuovo fino a quando non sono ben amalgamati. Aggiungere la farina, l’ammoniaca o il lievito, e l’essenza di nocciole o la scorza di limone e mescolare brevemente fino ad ottenere un impasto uniforme.
Avvolgere l’impasto in pellicola trasparente e lasciare raffreddare in frigorifero per almeno 30 minuti.

Preriscaldare il forno a 150 ° C.
Arrotolare l’impasto freddo in piccole palline di circa 15 g ciascuna, cercando di non sovraccaricare l’impasto. Distribuire uniformemente le palline sulle teglie preparate. Non è necessario appiattire l’impasto, poiché i biscotti si dilateranno da soli durante la cottura.
Cuocere in forno preriscaldato per 20–25 minuti. I biscotti non si scuriranno molto di colore, quindi toglierli dal forno quando avranno solo una leggera sfumatura dorata e le parti superiori leggermente screpolate. Mai aprire la porta del forno!
Lasciar raffreddare su una gratella prima di riporlo in un contenitore ermetico. La bassa temperatura farà sì che i biscotti abbiano delle crepe delicate e simpatiche in superficie.

2 thoughts

  1. Te l’ho scritto poco fa su fb e lo ripeto anche qui: li ho fatti sabato scorso, identica ricetta, e qui leggo che neanche tu hai usato l’ammoniaca per dolci (io non la sopporto, se addento un biscotto che l’ha contenuta, la sento subito).
    Concordo in pieno con te, sono incredibili!
    Devo rifarli e fotografarli stavolta, e rifarò anche una mia variante dall’effetto sorprendente.
    Buon Natale carissimo!

    1. come variazione, a parte l’ammoniaca (se penso ad avere la cucina piena di odori sgradevoli, stile fertilizzante, per dirla con educazione), ho messo l’essenza di nocciole e guarda, è una cosa da sogno, veramente… tale nome tale cookie! Grazie, Mapi, per essere passata! E ti auguro, con tutto il cuore, un Santo Natale!!!!

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