APPLE GINGERJACK, ovvero “Crumble-pie di mele e zenzero”

Con questo dolce alle mele torno alla mia adorata Nigella, dedicandole un post di «Ventimila mele sotto i denti». Da quello che ho capito, il nome l’ha proprio inventato lei! Sempre magica con il suo vocabolario inglese ricco e lievemente sofisticato. Viene da «flapjack», quel dolcetto britannico, molto popolare, molto facile da preparare, ottimo anche per la prima colazione. Basta avere avena, golden syrup, burro e zucchero. Magari lo si conosce come barrette ai cereali. Ma diffidate. Le barrette ai cereali comprate al supermercato sono spesso dure, insopportabilmente gommose, nulla a che vedere con questo spuntino delizioso con té, caffé, latte. Nigella riadatta una ricetta della cittadina turistica di Grasmere, al nord dell’Inghilterra, famosa per i dolci allo zenzero e poi perché il grande poeta romantico William Wordsworth, che visse proprio a Grasmere per quattordici anni, lo descrive come “la più splendida località che uomo abbia mai trovato».

Questo dolce è anche un dessert splendido, delizioso e che vi inonderà la cucina di un profumo intenso e speziato. Vi giuro che lo zenzero sulla mela è la morte sua ….

E poi guardate che bello! Dentro e fuori!

Ingredienti per 6–8 persone

Di preferenza, usare uno stampo bello, tipo per «pie» americana di 23 cm, da portare direttamente in tavola.

Per la base:

15g di burro non salato

2 cucchiai da 15 ml di golden syrup (se non lo trovate, provate con del miele liquido, ma sappiate che non è la stessa cosa…)

750 g di mele acidule come le Bramley (oppure le Granny Smith), sbucciate, senza torsolo e semi, tagliate a pezzi di circa 3 cm

Per il topping:

200 g di farina d’avena macinata finemente (senza glutine se necessario)

75g di soft light brown sugar

4 cucchiaini di zenzero in polvere, più ¼ di cucchiaino da cospargere sulla superficie

½ cucchiaino di bicarbonato di sodio

250 ml di latte intero

125 g di burro non salato, morbido, tagliato a cubetti

Per la rifinitura:

– 1 e ½ cucchiaio da tavola di zucchero Demerara (circa 20-25 g)

Da servire con panna leggermente montata o panna acida

Come fare ?

1 Preriscaldare il forno a 180°C.

2 Fare sciogliere delicatamente il burro in una casseruola abbastanza capiente per mettervi le mele, adagiandole possibilmente in un singolo strato, o comunque non troppo ammucchiate l’una sull’altra. Ho usato, per mia comodità una casseruola grande, come suggerito da Nigella, di circa 22 cm di diametro, non troppo pesante da maneggiare. Una volta che il burro si è sciolto, aggiungere il golden syrup e poi aggiungervi le mele, cuocendo a fuoco alto per circa 5 minuti e mescolando frequentemente, fino a quando le mele iniziano a diventare opache attorno ai bordi, segno che sono mezze cotte. Trasferire sulla tortiera, usando, di preferenza, una spatola di silicone per approfittare tutto il succo delle mele in padella, intriso di burro, sciroppo e dell’acqua delle mele stesse.

3 Mescolare insieme la farina d’avena finemente macinata, il soft light brown sugar, i 4 cucchiaini di zenzero e il bicarbonato di sodio, usando le dita per spezzare eventuali grumi nello zucchero. Mettere da parte.

4 Nella stessa casseruola o padella in cui abbiamo cotto le mele, riscaldare leggermente il latte e il burro, fino a quando il burro non si sia sciolto e il latte non sia giunto al punto di ebollizione. Togliere la casseruola dal fuoco. Aggiungere la miscela di farina d’avena e mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno o una frusta fino a che il composto non diventi liscio; noterete che mescolando si addenserà. Versare rapidamente nella tortiera e sistemare le mele, assicurandosi che siano omogeneamente distribuite sulla tortiera, e che arrivino fino ai bordi dello stampo.

5 Mescolare ¼ di cucchiaino di zenzero in polvere con lo zucchero demerara e cospargere l’impasto livellato. Trasferire in forno e cuocere per circa 30 minuti fino a quando le mele non si siano ammorbidite e la parte superiore non abbia assunto una bella crosta marrone dorato, ricoperta di zucchero. Dopo aver ritirato il gingerjack, lasciarlo ancora senza toccarlo per almeno 30 minuti, meglio ancora se per un’ora poiché è più buono a temperatura ambiente, che caldo, bollente. Portarlo in tavola direttamente nella tortiera, senza sfornare, il che risulterebbe in un disastro. Servirlo con panna leggermente montata o con panna acida (secondo me ci sta bene anche dello yogurt greco spesso).

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