
La “pissaladière” è una torta salata un po’ contesa tra Francia e Italia. Specialità della cucina ligure e della cucina provenzale risalente al 1300, oggi diffusa nella provincia di Imperia, nel Principato di Monaco e nella città di Nice, è caratterizzata dall’uso di filetti di acciughe sotto sale, olive e aglio. Quando arrivarono in Europa i pomodori, dopo la scoperta dell’America, alla versione ligure è stato aggiunto il pomodoro. In Costa Azzurra, infatti, la torta si presenta senza pomodoro ma con cipolle ed è uno dei brunch tipici della cucina nizzarda. E nonostante questo, così la potete trovare anche a Ventimiglia. Ma a me quello che piace di più è l’origine del nome: chiamata anche “pissalandrea”, o “pizza all’Andrea” o ancora “piscialandrea”, secondo una leggenda popolare la pissaladière sarebbe stata preparata per la prima volta intorno alla fine del Quattrocento e la tradizione vuole che sia stata chiamata “pizza d’Andrea” in onore del celebre ammiraglio Andrea Doria, a quel tempo principale artefice della politica della Repubblica di Genova. Ma mi piace anche pensare che possa essere un invito a un certo Andrea affinché urini di più… hahaha…
La mia versione “nizzarda”, “provenzale” è stata preparata secondo la ricetta di Claudia Roden, dal suo bel libro “Mediterranean”.
