KARDEMUMMAKAKA ovvero PLUMCAKE PURO E DURO AL CARDAMOMO PER IL #PLUMCAKEMONAMOUR

Il cardamomo, questo sconosciuto… Breve momento “Piero Angela”. Musica di Quark. Ciak, si gira.
Abbiamo il cardamomo verde e quello bianco. Il cardamomo verde ha un gusto pungente e dominante, complesso e saporito con note leggermente dolci, speziate, resinose, floreali e agrumate. Il retrogusto è pepato con un amaro quasi erbaceo e caldo con proprietà mentolate come l’eucalipto, che rimane sulla lingua per tutto il pasto. Il cardamomo bianco, invece, ha un profumo molto più floreale e dolce.
Originario dell’India meridionale, dove è usatissimo dappertutto, è coltivato anche in Guatemala Colombia, Costa Rica, El Salvador, Vietnam, Nepal, Laos, Cambogia, Bengala, Giava, Sri Lanka e Tanzania.
È l’antenato del dentifricio. Storicamente, si dice, perché io non c’ero, che gli egiziani ne masticassero i semi per pulire i denti, mentre il suo olio naturale era usato come profumo nell’antica Roma e in Grecia. Mille anni fa i vichinghi, viaggiatori scatenati, lo consegnarono, sbiancandolo, in Scandinavia, dove oggi è comunissimo in cucina. E siccome dall’India e dalla Persia il viaggio in Scandinavia non è certo una passeggiata su un lungomare, i baccelli erano “sbiancati” perché l’amata e pregiata spezia sopravvivesse meglio alle peripezie.
E così, per accompagnare le ragazze di #plumcakemonamour (@giovanna_teresi @marzucca e @cortomaldestro) nel loro viaggio sui plumcake dal mondo, sono tornato al mio grande amore per la cucina scandinava.
Per quelli al di fuori della Svezia, la menzione del cardamomo può ispirare pensieri sull’India o sul Medio Oriente, ma chiunque abbia un po’ di dimestichezza con i paesi nordici sa che assaggiare un dolce al cardamomo è “molto” svedese. Il “kardemummakaka” (da preparare con stampo rotondo o da plumcake) si mangia, nudo e crudo, accompagnato solo da una tazza gigante di caffè bollente, senza panna o altre salse cioccolatose. Con gli indiani, gli svedesi sono i più grandi consumatori di questa spezia. Io la adoro. Forse ho un misto di svedese e indiano nel mio sangue.

Ingredienti per uno stampo da plumcake da 900 g

148 grammi di burro non salato
3 tuorli d’uovo, a temperatura ambiente
53 grammi di zucchero muscovado
106 grammi di farina 00
4 cucchiaini di semi di cardamomo interi, schiacciati
3 cucchiai di succo di limone
¼ di cucchiaino di sale
3 albumi d’uovo, a temperatura ambiente
148 grammi di zucchero semolato

Metodo
Preriscaldare il forno a 175 ° C. Imburrare e infarinare lo stampo da plumcake.
In una casseruola sciogliere il burro. Togliete dal fuoco e mettete da parte a raffreddare.
In una ciotola, montare insieme i tuorli e lo zucchero muscovado fino a ottenere un composto spumoso. Versare il burro leggermente raffreddato nella miscela di tuorlo e zucchero e continuare a montare ancora un po’. Setacciare la farina, quindi incorporarla con cura nell’impasto insieme al cardamomo, al succo di limone e al sale. Mescolando il meno possibile, lavorare insieme gli ingredienti con una spatola, delicatamente, fino ad ottenere un impasto liscia e uniforme.
Nella ciotola di una planetaria, o con uno sbattitore elettrico, a parte, cominciare a montare gli albumi. Quando si formano delle punte morbide, aggiungere poco a poco lo zucchero semolato. Montare fino a formare picchi rigidi, ma non troppo. Incorporare con cura la meringa ottenuta nell’impasto fino a che il composto non si sarà amalgamato uniformemente. Non mescolare eccessivamente. Versare il composto nello stampo preparato.
Cuocere per 40-45 minuti. Nel mio l’ho lasciata altri 5 minuti. Farà fede la prova stecchino.
Togliere la torta dal forno e lasciarla raffreddare per un po’ prima di capovolgerla su un piatto e degustarla. Il sapore intenso e profumato del cardamomo sarà un toccasana in cucina e nella vostra bocca!

La ricetta è stata riadattata dal libro “Fika: The Art of The Swedish Coffee Break, with Recipes for Pastries, Breads, and Other Treats”, Testi di © Anna Brones, Illustrazioni di © Johanna Kindvall, © Ten Speed Press, 2015.

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