VICTORIA TRAYBAKE, O COME DIREBBERO QUI IN BRASILE CUCA DI UVA, E LO “SHADOWBAN”

Amica lettrice, amico lettore. Questo mio post oggi va senza hashtag per uno sciopero dell’algoritmo. E non per mia volontà. Leggete fino alla fine, per favore.
Da qualche giorno riscontro vari e seri problemi con la ricezione delle mie foto e dei miei post. Chiedo in giro. Tutti, più o meno, mi confessano di aver questioni irrisolte con il signor algoritmo. C’è anche chi non si importa. Io ahimè sì. Oramai ci si abitua a questi social. (Dispensare prediche a questo punto. Grazie).
Quello che sto vivendo è uno “shadowban”. Si è vittime di “shadowban” quando gli hashtag inseriti sotto alle proprie foto non funzionano. Le foto infatti rimangono visibili sul proprio profilo e i propri amici possono vederle e commentarle. Il proprio profilo non viene perciò “bannato” né subisce una limitazione delle normali funzioni.
Diciamo che è tutto normale, solo che gli hashtag non funzionano! E gli hashtag sono essenziali in questa vita social. Perciò niente like, niente ciao-come-va, niente visualizzazioni. Un po’ di frustrazioni. Diventa quindi un po’ complicato accorgersi di essere incappati nello shadowban. Ma ci si accorge. Grazie a tutti coloro che mi hanno sopportato, ma specialmente a @oksanaritchie che oltre a organizzare il simpatico #wednesdayswithnigel con @oksanaritchie @teffe_kocht @tanya.mushanova @culyzaar mi ha dato l’accesso a questo problema.
Come si risolve ? Difficile dirlo. Una domanda da cento milioni di euro. Ma innanzitutto sembra che non bisognerebbe più pubblicare niente per due settimane. Non ci sto. Oppure sempre che sia necessario diminuire gli hashtag o diminuendoli per alcuni giorni drasticamente. Proviamo.
Intanto, spero tanto che questo dolce vi piaccia. Si chiama Victoria Traybake, un vassoio dolce Vittoria, e si trova in The Kitchen Diaries II, del bravo Nigel Slater. È divino. Anche perché facilissimo da fare. Altrettanto facilmente si finisce. Nella ricetta originale ci vanno dei lamponi. Io avevo dell’uva Vitória, un tipo di uva dolce tipicamente locale, senza semi, e così ho trasformato Nigel Slater in Nigel Brasileiro. Perché un dolce simile a questo Victoria Traybake è proprio la Cuca brasiliana con l’uva.
Vi saluto. Appoggiatemi con il like. Scacciate lo shadowban. Spero esservi stato utile.

Ingredienti per 9-10 persone
burro non salato: 225 g, a temperatura ambiente
zucchero a velo dorato: 225 g
uova: 4
farina autolievitante: 150 g
Farina di mandorle : 75 g
Uva o lamponi: 200 g (anche i lamponi surgelati vanno bene)
Noci tritate: 3 cucchiai
un po’ di zucchero demerara

Preriscaldare il forno a 180°C. Rivestire una teglia da 30 cm x 22 cm x 4 cm di profondità con carta da forno.
In una planetaria mettete il burro con lo zucchero e sbattete fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Rompete le uova e sbattetele leggermente, quindi aggiungetele, poco alla volta, al composto di burro e zucchero.
Togliere la ciotola dalla macchina e aggiungere le farine e le noci tritate, mescolando delicatamente con un grande cucchiaio di metallo fino a quando non si vede più farina. Incorporate l’uva (o i lamponi).
Versare nella teglia, livellare delicatamente e poi cospargere la superficie con altre noci. Cuocete per quaranta minuti, quindi verificate la cottura con uno spiedino; non ci dovrebbe essere un composto crudo sullo spiedo. Quando la teglia esce dal forno, aggiungere una leggera spolverata di zucchero demerara.

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