YOGURT FLATBREAD PER IL CLUB DEL 27 E UNA MINIENCICLOPEDIA DEL PANE PIATTO

Non so se mi piace di più la forma inglese “flatbread” oppure la sua traduzione “pane piatto”! Comunque sia, sono innumerevoli le culture nel mondo, dai tempi più remoti, che hanno sviluppato storicamente delle ricette di pane piatto. In generale, il pane piatto è fatto con farina, acqua e sale, ma in alcuni casi possono esservi ingredienti ulteriori rispetto a quelli base, come il pepe o altre spezie tipiche delle regioni e delle culture, yogurt, latte e anche vari tipi di olio. Possono essere anche azzimi. Ogni cultura ne propone un tipo quasi personalizzandolo secondo le caratteristiche di reperibilità degli ingredienti del territorio. In Norvegia, lo si chiama Lefse e Flatbrød e lo si fa con farina d’orzo, o patate, o farina di piselli, e poi sale e acqua (oppure patate farina e sale, oppure farina di piselli e sale); in Islanda, Flatkaka ed è tipo una focaccia di segale; Laganà, in Grecia (ed è pure un cognome abbastanza diffuso in Sicilia); Pita, ovviamente, in varie zone del medio-oriente, in Romania e in Ungheria, “Lavash”, in Armenia, “Bazlama”, in Turchia; “Naan” nel subcontinente indiano e dintorni; Arepa, in Colombia; Beijú, qui da me, in Brasile; Lahoh, nella ricchissima cucina di pani yemenita. Eccetera, eccetera. Ma la vera cosa magica è che con della farina e del liquido e un po’ di sale sembra risalire all’origine di tutto, del cibo, della necessità di stare insieme, non solo di mangiare… è un’esperienza di incantamento (basta vedere le bollicine crescere)… poi pensate a tutti i valori sensoriali e simbolici, alla presenza, addirittura, dell’aria che è dentro il pane ed intorno ad esso. Insomma, la sua portata storico-culturale è immensa. Scrive Michael Pollan: “Non c’è da meravigliarsi se lunghi periodi della storia possano essere raccontati coma la storia del pane”. Questo, con lo yogurt greco, è facilissimo da fare e molto gustoso. Cimentatevi subito anche voi.

La ricetta è leggermente adattata da “The Weekday Vegetarians: 100 Recipes and a Real-Life Plan for Eating Less Meat: A Cookbook”, di Jenny Rosenstrach, Clarkson Potter, 2021.

Ingredienti per 12 pani dal diametro di 14-15 cm circa

180-200 g di farina 00, più dell’altra per infarinare
2 cucchiaini di lievito in polvere (quello per dolci: nell’originale è il “baking powder”)
¼ cucchiaino di sale
250 g circa di yogurt greco intero
2 cucchiai di olio extravergine di oliva, per ungere la padella

Nota bene sugli ingredienti: la quantità di farina dipenderà molto dalla densità dello yogurt greco che utilizzerete. Potreste averne bisogno di più. Regolatevi impastando. Dovrete comunque ottenere un impasto bello liscio che dovrete lavorare tranquillamente con le mani, senza risultare troppo appiccicoso.

Metodo
In una ciotola capiente usando un cucchiaio di legno, mescolate insieme la farina, il lievito, il sale e lo yogurt fino ad ottenere un impasto umido e un po’ grossolano. Quindi, usando le mani, impastare l’impasto direttamente nella ciotola fino a renderlo liscio. Quest’operazione dovrebbe richiedere circa 2 minuti.
Dividere l’impasto in parti uguali, stendere ciascuna una palla su un piano leggermente infarinato e metterle su un piatto da portata o sul tavolo della cucina. Coprire le palline di impasto delicatamente con un canovaccio e lasciarle riposare per 20 minuti, finché non saranno leggermente più gonfie.
Infarinate il piano di lavoro e adagiatevi sopra una pallina d’impasto. Usando un mattarello, stendere l’impasto in un cerchio di circa 15 cm, spolverando il piano di lavoro e l’impasto con altra farina se necessario.
Impostare una padella in ghisa da 18 cm a fuoco medio-alto per circa 2 minuti. Aggiungere circa ½ cucchiaio di olio d’oliva (abbastanza per ricoprire molto sottilmente il fondo) e adagiare l’impasto steso nella padella. Cuocere fino a quando non comincerà a fare delle bolle e a diventare dorato, circa 2 minuti, quindi capovolgere e ripetere sul secondo lato. Rimuovere il pane su un piatto e ricoprire con un foglio in alluminio per mantenerlo caldo. Ripetere con le restanti palline di impasto, spennellando la padella con altro olio se necessario. Riscaldare eventuali avanzi nel forno a temperatura bassa.

Con questa ricetta partecipo al Club del 27 di questo mese con la tessera n. 85!

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Daniela ha detto:

    Favoloso! Il pane è condivisione ed è un alimento antico e povero di ingredienti. Da provare assolutamente 🙂

    Piace a 1 persona

    1. gloggtheblog ha detto:

      È molto semplice da fare, come dovrebbe essere semplice la vita in comune, condividendo le cosa belle di ogni giorno

      "Mi piace"

  2. Milena G. ha detto:

    La storia del pane è la storia dell’umanità e questo tuo pane invita alla conviviabilità.
    Un abbraccio.

    Piace a 1 persona

    1. gloggtheblog ha detto:

      Grazie, Milena. Sei molto gentile e sensibile, come sempre. Il pane è realmente il simbolo della comunione e del convivio

      "Mi piace"

  3. Elena ha detto:

    ma ti sono venuti molto bene!!! ti chiedo solo delucidazioni sul tipo di lievito: è istantaneo o di birra? perchè mi piacerebbe provarci… magari con la farina di piselli come in Norvegia…complimenti!

    Piace a 1 persona

    1. gloggtheblog ha detto:

      Grazie Elena ! Si tratta di semplice lievito per dolci (nell’originale, “baking powder”). Un abbraccio

      "Mi piace"

  4. lericettedimichi ha detto:

    Per non parlare della nostra piada romagnola, un altro esponente dei pani piatti e fantasticamente golosi che possiamo trovare in giro per il mondo. Io li adoro!

    Piace a 1 persona

    1. gloggtheblog ha detto:

      Hai ragione alla grande!!! Mi sono dimenticato di citarla nel piccolo elenco che ho proposto. Un abbraccio!!!!

      "Mi piace"

  5. Mai Esteve ha detto:

    questa tipologia di pane ha sforato in questtranche, e capisco proprio perche!!!! bono!!!!

    Piace a 1 persona

    1. gloggtheblog ha detto:

      Grazieeeeeeee per essere passata da me, Mai!!! ☺️☺️☺️

      "Mi piace"

  6. Manu ha detto:

    Che bello il tuo viaggio attraverso il pane piatto, io preferisco chiamarlo così. La cosa splendida è vedere come tutto il mondo attraverso il pane e principalmente proprio quello piatto sappia raccontarci la sua storia.
    Il tuo è bellissimo, lo farò prestissimo ma ho visto che era gettonatissimo e ho scelto le lenticchie
    Ciao e buon fine settimana
    Manu

    Ps: Grazie per essere passato dal blog

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.