L’OMINO DI PAN DI ZENZERO E LO GINGERBREAD CON MELE AL BRANDY E CRÈME FRAÎCHE DI OTTOLENGHI

Avete presente l’omino di pan di zenzero, magari dal “Mago di Oz”, di Frank Baum, oppure, più contemporaneo, dal mitico cartoon “Shrek”?
Bene… sinonimo di Natale made in USA, ma ormai in tutto il mondo.
Chi ne andava matta, ma matta veramente, matta da legare, era la famigerata regina Elisabetta I d’Inghilterra nel XVI secolo. La Regina, antenata di tutte le Crowns del mondo, faceva preparare questi biscotti dalle sembianze umane aromatizzati allo zenzero per i suoi ospiti importanti che venivano invitati presso la sua corte. Poi ci giocava. Si dice che durante le cene, al momento del dessert, si nominavano dei personaggi infausti, che venivano associati agli omini. Appena la regina ne mangiava la testa, o le mani, o i piedi – di zenzero – l’aneddoto voleva che il malcapitato corrispondente all’omino divorato sarebbe stato, più tardi, vittima di qualche brutto scherzo, diciamo così, mortifero. Realtà storica o leggenda metropolitana?
Comunque, la storia dell’omino di pan di zenzero è tramandata in favole dal gusto abbastanza macabro, a volte, e perciò è molto interessante conoscere le diverse variazioni del folklore popolare: in Ungheria (il piccolo “Gombóc” – Gombóc è oggi uno gnocco di solito ripieno di dolce), in Russia (Глиняный парень, cioè il “Giovane d’Argilla) o nelle leggende nordiche ottocentesche della Norvegia, le Norske Folkeeventyr. La storiella terrorizzava i bambini di un tempo, perché, secondo me, quelli di adesso nascono con il pelo sullo stomaco.
Vi lascio con questa ciambella stratosferica di Ottolenghi, un nome, un marchio, una garanzia. E se non vi piace troppo il pan di zenzero, fatela lo stesso e fidatevi dello zio Biagio.

La ricetta è tratta da Sweet, di Ottolenghi con Helen Goh

Ingredienti (per 9 persone, se lo si mangia caldo, o per 12 persone se lo si gusta a temperatura ambiente: nota, questa, del proprio Yotam Ottolenghi)

300 g di “black treacle” (la melassa scura, quella inglese, di Lyle’s, l’ho comprata a Londra, ma la si trova da comprare facilmente anche su internet)
100 g di zucchero mascavado
120 g di zucchero semolato
220 g di burro non salato, fuso e fatto leggermente raffreddare
3 uova grandi
scorza finemente grattugiata di 1 arancia (1½ cucchiaino)
400 g di farina 00
1 cucchiaio di bicarbonato di sodio
1 cucchiaio di zenzero macinato
2 cucchiaini di cannella in polvere
½ cucchiaino di sale
300 ml di acqua appena bollita
100 g di zenzero fresco, tagliato grossolanamente in pezzi di 0,5 cm
400 g di crème fraîche, ottima come accompagnamento

Per le mele al brandy
5 mele Golden Delicious o Pink Lady (700g)
50 g di burro non salato
120 g di zucchero semolato
½ baccello di vaniglia, affettato per il lungo
strisce della buccia di 1 limone grande
50 ml di brandy
50 ml di succo di limone
Un pizzico di sale

Metodo
1 Preriscaldare il forno a 200 ° C (statico, 180 ° C se ventilato). Ungere e infarinare molto bene uno stampo a ciambella (da bundt cake) da 23 cm.
2 Mettere la melassa, lo zucchero di canna, lo zucchero semolato, il burro, le uova e la scorza d’arancia in una ciotola media e sbattere con una frusta elettrica a mano, fino a quando non sono ben combinati.
3 Setacciare la farina, il bicarbonato di sodio, lo zenzero, la cannella e il sale insieme in una ciotola più grande separata, quindi versare sopra la miscela di melassa. Mescola per amalgamare e aggiungi l’acqua appena bollita, sbattendo subito per amalgamare. Mescolare lo zenzero fresco, quindi versare il composto nello stampo. Infornate per 50 minuti, o fino a quando uno spiedino inserito al centro risulta pulito. Sfornare e mettere da parte su una gratella a raffreddare per 10 minuti prima di trasferire su un piatto da portata.
4 Mentre la torta si raffredda, sbucciare e togliere il torsolo dalle mele e tagliarle a fette di 1–1,5 cm. Mettere una padella larga antiaderente a fuoco vivace e, una volta calda, aggiungere circa un terzo o la metà delle mele (a seconda delle dimensioni della padella, l’importante è non sovrapporre le mele). Rosolare per 2 minuti, girando regolarmente, fino a quando non saranno di un bel colore dorato. Togliere dalla padella, pulire e ripetere l’operazione con le mele rimanenti. Una volta che tute le mele hanno raggiunto un colore dorato, riportare la padella a fuoco medio, mettervi il burro e, una volta sciolto, aggiungere lo zucchero, la stecca di vaniglia e la scorza di limone. Rimettere le mele nella padella, mescolare bene per rivestire e cuocere per 5 minuti, finché le mele non saranno morbide ma mantengono ancora la loro forma. Versare sopra il brandy, il succo di limone e il sale e far ridurre per 3 minuti a fuoco medio-alto, fino a quando la salsa sarà densa ma non caramellata.
Questo dolce è divino se servito caldo, con un cucchiaio di mele al brandy riscaldate sopra ogni porzione. Con la crème fraîche, pungente, che spezza il dolce della melassa, allora si raggiunge l’apoteosi.

PS Ottolenghi scrive che questa torta si può preparare anche in uno stampo quadrata da 20 cm ma che deve avere i lati altri (9-10 cm di altezza).

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