TORTA DI ALBUMI DELLA NONNA

Vi avanzano degli albumi? o forse no? siete stanchi della solita pavlova? (io non mi stanco di pavlova… sono, come direbbe Nigella Lawson, un “pavaholic”!). Non perdete tempo e fate questa torta facile e soffice, una nuvola, un cuscinetto su cui riposare e dormire contando le pecorelle. Una delizia degli angeli.

Mi piace tantissimo Tessa Kiros. Padre greco, madre finlandese, vive in Toscana, ha sposato un italiano, ama la cucina del mondo e lo fa con un garbo e un’eleganza di altri tempi.

Questa ricetta viene dal suo libro Recipes and Dreams from an Italian Life. Che, visto che sono un “espatriato” (parola brutta ma a volte efficace), fa bene al cuore per “matar a saudade”, come si dice da queste parti.

Ingredienti

4 albumi

150 g di zucchero

100 g di burro fuso

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

1 cucchiaino di buccia di limone grattugiata

85 g di farina 00

1 cucchiaino di lievito per dolci

50 g di farina di mandorle

35-40 g di fecola di patate

Preriscaldare il forno a 160° C. Imburrare una tortiera rotonda da 24 cm e foderare con carta forno.

Montare gli albumi a neve. Mettere da parte in un’altra ciotola. Sempre nella planetaria, dove si sono montati gli albumi, senza bisogno di lavare la frusta, montare lo zucchero, il burro e la vaniglia finché lo zucchero non si è sciolto. Con un cucchiaio di legno mescolare la scorza di limone e poi delicatamente la farina, il lievito, la farina di mandorle, la fecola di patate e un pizzico di sale. Il composto risulterà molto compatto, denso.

Usando un cucchiaio di metallo, unire un terzo degli albumi nel composto fino a quando non siano bene incorporati, quindi aggiungere, sempre delicatamente, il resto degli albumi a neve. Se dovessero risultare difficili da incorporare, usare rapidamente la frusta elettrica per mescolare il tutto. Versare il composto nella teglia preparata e cuocere per circa 25-30 minuti, o fino a quando uno stecchino inserito nel mezzo non ne uscirà perfettamente pulito. Far raffreddare e servire.

Note

Capolavoro di semplicità e di bontà. E ve l’ho già detto.

Facile, da farsi a occhi chiusi. Anche questo ve l’ho già detto.

Con il caffè, con il tè, a colazione, quando volete, insomma, è sempre una buona occasione e non ve ne pentirete. Grazie Tessa!

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