TORTA AL “DULCE DE LECHE”

Qualche giorno fa è stato il mio compleanno. Il mio FOOD52! (chi ama la cucina, può capire bene a cosa sto mi riferendo!… ). Era un giorno lavorativo, ma non poteva passare inosservato. Ho invitato amici strettissimi (e pochissimi) per una cena a casa mia e, con sorpresa di tutti, ho annunciato che il dolce l’avrei preparato io. “Ma come?” Sí, esattamente…

Sfogliando un libro bellissimo sulla cucina georgiana, armena e azera (dell’Azerbaijan) – “Kaukasus”, della foodwriter OIia Hercules, ho trovato questa torta al dulce de leche che mi ha subito incuriosito.

Prima di tutto, per il fatto che non è certamente una torta caucasica (infatti… Olia si riferisce a questa ricetta come un “bonus” della sua fotografa argentina).

In secondo luogo, perché per tutta la settimana mi sono ricordato che il mio caro papà – che faceva il compleanno lo stesso giorno mio – amava preparare per me, quando ero piccolo, con l’aiuto indispensabile di mia mamma – una torta a strati.

Ho voluto emularlo. Anche se con uno strato solo. Questa memoria mi ha fatto rinascere. Far dolci è non solo terapeutico, ma altamente affettivo.

Ingredienti

per 6-8 persone

scorza grattugiata e succo di 1 limone

10 g di foglie di verbena al limone, al setaccio (opzionale)

20 g di zucchero a velo

200 g di burro non salato, a temperatura ambiente, più dell’altro per ungere lo stampo

200 g di zucchero raffinato

2 uova, leggermente sbattute

200 g di farina autolievitante

200 g di “dulce de leche”

fiori commestibili per la decorazione (opzionale)

Per fare la copertura della torta, mescolare il succo di limone con le foglie di verbena setacciate (se usate) e lasciare in infusione per almeno 30 minuti. Quindi aggiungere lo zucchero a velo e mescolare finché non sia completamente dissolto.Preriscaldare il forno a 180° C. Ungere una tortiera da 22cm e foderarla con della carta forno. Nel mixer sbattere il burro e lo zucchero finché non diventino veramente soffici e pallidi. Poi gradualmente aggiungere le uova leggermente sbattute, in due-tre volte, e la scorza grattugiata del limone, assicurandosi di farle incorporare bene dopo ogni aggiunta.Aggiungere delicatamente la farina al composto e versare il tutto nello stampo preparato. Cuocere per 30 minuti o fino a quando uno spiedino esce pulito (io ho avuto bisogno di 40 minuti). Lasciare la torta a raffreddare nello stampo per alcuni minuti, poi capovolgerla, rimuovere la carta forno e lasciare raffreddare completamente. Tagliare la torta orizzontalmente a metà e spalmare il “dulce de leche” sul primo strato e coprire con lo strato superiore.

Spennellare la salsa al limone sulla parte superiore della torta e sui lati. Spargere, infine, alcuni fiori commestibili per decorare (se si vuole) e servire. Personalmente ho spolverato con dello zucchero a velo.

Note

La preparazione della torta è di una semplicità disarmante.

Le foglie di verbena dalle mie parti sono pressoché introvabili, per cui ho saltato quel passo, che, per di più, è opzionale.

Ovviamente bisogna che la torta sia completamente fredda per tagliarla a metà.

Il dulce de leche è un’invenzione geniale, dicono, argentina, ma anche i brasiliani lo fanno, forse in un modo più casalingo. In una pentola a pressione, mettono una latta di latte condensato, coperta di acqua fredda, per 50 minuti. Poi, maneggiando con estrema cura, si porta la latta a raffreddare in acqua gelata. Quando la latta è completamente fredda, si può finalmente aprirla, sempre con attenzione. Scopriremo così il nuovo colore ambrato del… “dulce de leche” (qui, “doce de leite”).

L’unico problema è che il dulce de leche è viziante. Come la Nutella, come lo sciroppo d’acero, o la crema ai pan-di-stelle. Non so voi, ma io ne ho lasciato una parte che ho divorato – da solo, in una solitudine beata – a cucchiaiate, colme di piacere.

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