“SOUFFLÉ-CHEESECAKE ALLO YOGURT” DI CLAUDIA RODEN, DIRETTAMENTE DALLA CUCINA TURCA E GRECA

Questa torta turca, in lingua originale, si chiama “Yoğurt Tatlısı”, cioè “dolce allo yogurt”. In turco, come in altri idiomi, “tesoro mio”, “amore”, e così via di seguito, si dice appunto “tatlım”, letteralmente “mio dolce”, “mia dolcezza”, “zuccherino”.
Ma è la stessa parola “yogurt” che deriva dal turco “yoğur”, con la ğ turca muta, quella che c’è nel cognome Erdoğan, per capirci, e vuol dire, in verità, impastare o mescolare con un utensile.
Dalla Bibbia a Aristotele, da Senofonte a Erodoto, da Plinio alle “Mille e una notte”, lo yogurt, o meglio, il latte fermentato veniva consumato fin dall’età preistorica e gli antichi popoli nomadi orientali avevano l’abitudine di conservare il latte di vacca, pecora, capra, cavalla e cammella in otri ricavati dalla pelle degli stessi animali. Avevano scoperto che la contaminazione da microrganismi portava, naturalmente, il prodotto a fermentare, trasformando il latte in una forma più conservabile e duratura nel tempo, appunto lo yogurt.
Ci sono varie leggende sulla nascita dello yogurt: una narra che sia stato inventato da un pastore che, dimenticato per qualche tempo il latte in un otre di pelle, lo ritrovò più denso, cremoso e gustoso. Un’altra vuole che Francesco I di Francia debba una prodigiosa guarigione a una cura a base di yogurt prescrittagli da un medico ebreo di Costantinopoli.
I pastori bulgari e di altre popolazioni dell’Impero Ottomano credevano che bere yogurt prima di dormire purificasse il sangue, scongiurasse la tubercolosi, risolvesse disturbi intestinali e conciliasse il sonno. Che volete di più?

Ingredienti da 6 a 8

4 uova separate
100 g di zucchero
3 cucchiai di farina per tutti gli usi
400 g di yogurt greco, ottenuto da latte intero
scorza grattugiata e succo di 1 limone non trattato

Metodo
Preriscaldare il forno a 180°C. Imburrate una tortiera rotonda antiaderente da 23 cm di diametro con fondo rimovibile.

Utilizzando uno sbattitore elettrico, montare gli albumi a neve ben ferma.
In un’altra ciotola, sempre con lo stesso mixer, montare i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso e chiaro. Aggiungere la farina, lo yogurt, la scorza di limone e il succo di limone e montare fino a ottenere una crema omogenea.
Incorporare delicatamente gli albumi al composto di yogurt e versateli nella padella preparata. Cuocere per 40-45 minuti, fino a quando la superficie non sarà leggermente dorata – osservatela attentamente per gli ultimi minuti di cottura in modo che non diventi troppo scura. La torta si alzerà, inizialmente, come un soufflé e poi si sgonfierà. Farla raffreddare un po’ prima di sformarla su un piatto da portata.
Servire la torta tiepida o fredda.

NOTE

Claudia Roden, che aveva già proposto questa ricetta nel suo libro “Arabesque: A Taste of Morocco, Turkey, and Lebanon”, del 2005, dice che la si può mangiare fredda o tiepida.
L’ho provata tiepida ma non mi ha convinto granché.
Invece fredda da frigo, con della confettura o della frutta come le fragole, è quel che si suol dire “la morte sua”.

La Roden dice che ci mangiano da 6 a 8 persone. Beh, quelli che fanno la dieta… perché l’abbiamo finita paurosamente in 4.

La Roden consiglia, inoltre, per un bell’accompagnamento, di preparare delle fragole macerate e ne dà la ricetta: sciacquare brevemente 450 g di fragole, tagliarle a metà attraverso l’estremità del gambo, quindi cospargere con 60 g di zucchero semolato e il succo di ½ limone e lasciar riposare per 1 ora prima di servire.

Risultato: è come una cheesecake bassina, molto leggera e ariosa, e dal gusto fresco, ma aggiungerei che possiede anche la consistenza di un soufflé. È buonissima, molto estiva e io l’ho accompagnata, visto che da me non è periodo di fragole, da una confettura poco densa di more che ha dato il colpo di grazia.

Se volessi trovare un difetto, direi che sarebbe stato meglio cuocerla in uno stampo da 20 cm perché potesse crescere di più in altezza, e con l’effetto “crack down” più bello e rustico… ma questo è solo un mio modestissimo parere.

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