“GHRAYBEH”, I BISCOTTI DA SVENIMENTO CHE SI SCIOLGONO IN BOCCA

E allora avete cominciato a “biscottare” per questo periodo dell’anno ? Devo confessarvi che all’inizio della mia passione per i dolci e per le cucine del mondo, i biscotti erano sempre in secondo piano. Pensavo che valesse di più fare una bella ciambella, o una torta, e tutto si risolveva… si portava in giro, si offriva, si mangiava insieme… ma perché ? E i biscotti ? Quando poi ho scoperto che ogni paese, ogni cultura, ogni regione ha i propri biscotti, secondo tradizione, mi sono ancora di più animato… e che goduria!… come questi, firmati da Ottolenghi e Samimi che si trovano in tanta cultura mediorientale. Si chiamano “ghraybeh”, sono di farina, spesso misto amido e sono friabilissimi tipo “alfajor”. Dovete sapere che “ghraybeh” vuol dire “svenimento”… tanto sono buoni… e non gliene faccio un torto, anzi hahahaha… sono buonissimi, friabilissimi, scioglievolissimi…. Ho fatto la versione yemenita, suggerita dagli stessi autori del libro “Jerusalem”, Ottolenghi e Sami Tamimi: infatti, gli ebrei dello Yemen ne fanno una versione molto simile che chiamano “nayem”, con l’aggiunta di cardamomo all’impasto e invece del pistacchio lo adornano con un chiodo di garofano (che, profumatissimo, a dirvela tutta, per motivi economici, va molto ma molto meglio! Ed è pure più originale). Sono tra i miei biscotti preferiti in assoluto.

GHRAYEBEH
per circa 40-45 biscotti

200 g di ghee (burro chiarificato) freddo di frigo (oppure usate burro normale)
70 g di zucchero a velo
370 g di farina
mezzo cucchiaino di sale
4 cucchiaini di acqua di fiori d’arancio
2 cucchiaini e mezzo di acqua di rose
40-45 piccoli chiodi di garofani (oppure 30 g pistacchi non tostati e non salati)

Metodo
Mettere il burro chiarificato ben freddo e lo zucchero a velo in una ciotola e montare nella planetaria o con le fruste elettriche per 5 minuti almeno, fino a ottenere una crema chiara e montata.
Se si è usato la planetaria ora sostituire la frusta con il gancio a K, ed unire la farina, il sale, l’acqua di fiori d’arancio e l’acqua di rose e mescolare piano per qualche minuto, finché il composto stia insieme.
Avvolgere in pellicola e mettere in frigo per un’ora.
Preriscaldare il forno a 180 gradi C. Staccare dei pezzetti di impasto, dal peso di circa 15 g ciascuno.
Formare delle palline da adagiare, ben distanti, in teglia coperta con carta forno. Appiattirle un po’ e inserire un chiodo di garofano (o un pistacchio) su ogni biscotto.
Cuocere quindi in forno per circa 17 minuti, facendo attenzione che i biscotti rimangano assolutamente bianchi, perché questa è la loro caratteristica. Toglierli dal forno, senza toccarli, perché, essendo fragilissimi, da caldi, si romperebbero.Abbiate la santa pazienza di farli raffreddare completamente e gustate gustate gustate…

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di giovanna giovanna ha detto:

    Non amo i dolci troppo dolci ma qui mi sembra davvero poca la quantità di zucchero è corretta o c’è un errore?

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    1. Avatar di gloggtheblog gloggtheblog ha detto:

      Giovanna, scusa se rispondo solo adesso. Mi è sfuggito il tuo commento. Si, la quantità di zucchero è giusta. Ho voluto ricontrollare. Sia in grammi sia in “cups”. Ricorda che essendo zucchero a velo la dolcezza c’è sicuramente. Comunque non è una quantità da svenimento. Falli. Sono indimenticabili. Un abbraccio e grazie per aver commentato. Biagio

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      1. Avatar di giovanna giovanna ha detto:

        Ciao, tranquillo , capita, grazie per la risposta. Ti auguro una felice serata.

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