
Quando ho cominciato ad interessarmi per la culinaria, soprattutto per quella internazionale, come ben sapete, voi che mi seguite su questi social… hehehe….avevo, diciamo così, due-tre pregiudizi: il primo, cucinare Ottolenghi per le lunghe liste di ingredienti che richiedono le sue ricette; poi fare ricette mediorientali, perché non sapevo (o forse non volevo) cercare le spezie; terzo e ultimo, fare cucina indiana: l’avevo mangiata solo una volta ed era così piccante e sgradevole che pensavo fosse tutta uguale. Invece, questi tre pregiudizi (ne ho molti altri, ma mi limito a questi oggi…) sono stati demoliti dall’amore per la cucina del mondo che Ele @eleocol mi ha insegnato: con Ottolenghi si impara la pazienza (con risultati unici …. e oggi è il mio mito!); le spezie sono un tesoro narrativo; l’India è un continente di sapori. Allora, grazie pubblicamente, cara sister. Non si finisce mai di imparare.
Non fatevi intimorire dal nome forse un po’ difficile. Innanzitutto perché questo dolce è di una semplicità estrema, e il risultato è fresco, soave, buono, divertente, incantevole. Lo “shrikhand” altro non è che un tipo di yogurt denso e zuccherato particolarmente apprezzato dalle famiglie dello stato indiano Gujarat, nell’India occidentale. Tradizionalmente è aromatizzato con cardamomo e zafferano, ma questa versione ai frutti di bosco è un po’ più all’europea.
La ricetta è tratta dal bel libro di cucina indiana, “Dishoom”, di Shamil Thakrar
Ingredienti per 6 coppette
500 g di yogurt greco intero di buona qualità
90 g di zucchero a velo
25 g di more
25 g di mirtilli
25 g di lamponi
Degli altri frutti di bosco, per rifinire
Metodo
Posizionare un colino su una ciotola e foderarlo con mussola o lino. Versare lo yogurt nel telo prescelto, coprirlo leggermente con pellicola trasparente e metterlo in frigorifero a scolare per 8 ore.
Versare lo yogurt filtrato in una ciotola, aggiungere lo zucchero a velo e mescolare bene.
Dimezzare o dividere in quarti i frutti di bosco e piegarli leggermente nello yogurt zuccherato e filtrato per creare un effetto ondulato. Coprire e conservare in frigorifero fino al momento del consumo (lo shrikhand si conserva per almeno 3 giorni in frigorifero).
Per servire, versare lo shrikhand in ciotoline o bicchieri e completare con altri frutti di bosco.
Nota: se riuscite a procurarvi del labneh semplice, usatene 300 g al posto dello yogurt greco e saltate il punto 1.

Be ma Eleonora è mito, la conosco da sempre e anche “dal vivo”, è davvero speciale e non solo come foodblogger. A differenza tua io non ho pregiudizi in cucina, sono affascinata da tutto e quando mi affaccio ad una cucina estera sembro sembro la bimba nel negozio di giocattoli…vorrei provare tutto e subito. Questo tuo dolcetto va provato quando prima ma con tutte le spezie di rito! Un abbraccio…sono qui per “copiare” la tua cossoula, il dolce ebraico, ho già la ricotta sulla bilancia :). Un abbraccio!
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Eh si, dunque siamo d’accordo … ma devo dirti, cara Elena, che nella comunicazione non ci siamo capiti bene ahahahhahahah… io AVEVO (tempo passato….) dei pregiudizi (e chi non li ha ! ) e che ho fatto la ricetta secondo criteri… e che io AMO LE SPEZIE ! hahhahhaahhaa e dal punto di vista “internazionale”, per così dire, io sono peggio di te… perché provo tutte le cucine del mondo… e infatti il mio blog va spesso e volentieri in questa direzione… dai, fammi sapere cosa pensi del dolce ebraico… ma vedrai che ti conquisterà… Un abbraccio! Biagio
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Ciao Biagio! Adesso ho capito cosa intendevi! e…il dolce ebraico è stato un successo, forse ho esagerato un pochino con la cannella, in quanto sono andata ad occhio (mea culpa!), ma mi è piaciuto parecchio, soprattutto freddo da frigo! E’ un dolce da tener presente, perchè completamente senza glutine e tutto sommato quasi leggero visto le dosi di zucchero ! Grazie, sei sempre una garanzia!
Elena
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Grazie a te!!!!! 🫶🏼🫶🏼🫶🏼🥰🥰🥰🥰
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