
La “Mejadra”, che oggi preparo per #aroundtheworldin80dishes, che questo mese viaggia fino al Libano, grazie a super hosts come Claire @thecultiveater e Manu @manumunson, è un piatto che ha origini bibliche. Nientedimeno! Lo chiamano “il preferito di Esaù”. A quanto pare, nel libro di Genesi, si narra che Esaù, dal pelo rosso, abilissimo nella caccia, fosse tornato a casa, sfinito e affamato. Suo fratello gemello Giacobbe aveva cotto una semplice minestra di lenticchie rosse (appunto, tutto in tono). Ora, questa zuppa doveva essere non buona, ma di più!… perché quando Esau chiede a Giacobbe di lasciargliene mangiare un po’, Giacobbe lo ricatta chiedendogli che, in cambio, gli sia venduta la primogenitura. E così fu. Manco fosse riso dorato con lenticchie dorate….
Anyway, la “mejadra” è ritenuta il piatto tipico del Libano, ma la potrete trovare in Siria e in tutto il Medio Oriente, oltre che, udite udite!, in… Brasile (per via dell’emigrazione siriolibanese!) ed è conosciuta anche sotto altri nomi come “mujaddara” o anche “mudardara”. La “morte sua”, come si suol dire, sono le cipolle fritte. Per qualche ora non pensate al fegato o alla frittura. Siate eroici. Mangiatela calda. Le cipolle croccanti e dorate, quasi brunite, vi faranno fare un salto nel paradiso biblico della culinaria.
La ricetta è tratta dal famoso e bellissimo (sempre!) “Jerusalem”, firmato dalla coppia Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi, Berkeley , Ten Speed Press, 2012
Ingredienti (per 6 persone)
250 g di lenticchie verdi o marroni
700 g circa di cipolla dorata (più o meno 4 cipolle medie grandi)
3 cucchiai di farina 00
circa 250 ml di olio di semi di arachidi o girasole
2 cucchiaini di semi di cumino
1 e 1/2 cucchiaio di semi di coriandolo
200 g di riso basmati
2 cucchiai di olio di oliva
1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
1 e 1/2 cucchiaino di pimento in polvere
1 e 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di zucchero semolato
350 ml di acqua
sale e pepe nero fresco macinato al momento
pepe nero
Metodo
Versare le lenticchie in una piccola casseruola con abbondante acqua e portare a bollore. Dal momento in cui l’acqua bolle cucinare per 12-15 minuti, quindi spegnere il fuoco e scolare le lenticchie che risulteranno molto al dente. Metterle da parte. Tagliare la cipolla a fettine sottili e sgranarla all’interno di una terrina. Aggiungere il cucchiaio di farina e il sale e mescolate bene perché tutte le cipolle ne siano ricoperte. In una casseruola non troppo grande, versare l’olio di arachidi o girasole e portatelo a 180° circa. Quando l’olio è a temperatura versare le cipolle cuocendone 1/3 alla volta per circa 5-7 minuti, fino a quando avranno assunto un bel coloro scuro e dorato, e saranno croccanti; regolare il gas in modo da mantenere la temperatura costante e fare attenzione a non bruciarle; scolarle e adagiatre in un piatto largo coperto di carta assorbente e salarle ancora un pochino. Quando si sarà terminato di friggere le cipolle, scartare l’olio e pulire la casseruola e nella stessa versare i semi di cumino e di coriandolo; tostarli per 1 minuto o 2 su fiamma media. Aggiungere il riso basmati crudo, l’olio extravergine di oliva, la curcuma, il pimento, lo zucchero, 1/2 cucchiaino di sale e una dose generosa di pepe nero macinato sul momento.
Mescolare in modo che il riso si unga bene con l’olio, quindi aggiungere le lenticchie e l’acqua. Portare a bollore, poi abbassare il fuoco al minimo, coprire con un coperchio che chiuda bene e lasciare cuocete per 15 minuti.
Togliere dal fuoco, aprire il coperchio, coprire la casseruola con un canovaccio pulito e rimettere il coperchio. Lasciare riposare la “mejadra” per altri 10 minuti. Trascorsi i 10 minuti, unire metà delle cipolle fritte alla “mejadra”, mescolando bene con una forchetta per distribuirle. Trasferire il tutto in un piatto da portata o nei piatti singoli e decorare con le restanti cipolle.
