“PASTA COL PESTO ALLA TRAPANESE”, UNA MERAVIGLIA DI PASTA SICILIANA

Non avevo ancora mai fatto il pesto alla trapanese. Lo avevo degustato, ma mai preparato in casa. E che dirvi? Non può più mancare nella mia cucina. Assolutamente divino. Dicono che siano stati i marinai genovesi a portarlo in Sicilia, come racconta Rachel Roddy. Attraccando a Trapani, infatti, portarono con sé idee e abitudini culinarie, tra cui salse pestate come il pesto alla genovese, che adattarono agli ingredienti locali: mandorle, pomodori e basilico. Certo, il termine “pesto”, come si sa, deriva dalla parola “pestare”, e questa salsa tradizionalmente dovrebbe essere fatta in un pestello e mortaio, il che le conferisce una consistenza meravigliosa. Tuttavia, anche con un robot da cucina si ottiene un buon risultato. Ad alcuni piace un pesto molto morbido, mentre altri preferiscono un pesto con una consistenza reale, in cui si possono ancora vedere gli ingredienti. È un piccolo dettaglio, ma è sorprendente come l’aggiunta di due grani di pepe interi pestati, che sprigionano calore e piccantezza, faccia tanta differenza. Preparatela con fusilli, casarecce o strozzapreti.
Tradizionalmente, il formaggio non viene aggiunto alla fine; noi aggiungiamo un po’ di ricotta salata.

La ricetta proviene da “Two Kitchens: Family Recipes from Sicily and Rome”, di Rachel Roddy

Ingredienti per 4 persone
un mazzetto di basilico (circa 70 g), lavato e asciugato
200 g di pomodorini, i più saporiti che trovate
100 g di mandorle intere pelate
2 grani di pepe nero
2 spicchi d’aglio
200 ml di olio extravergine d’oliva
500 g di busiate, fusilli, casarecce, strozzapreti o cavatelli
ricotta salata grattugiata (facoltativa)
sale

Metodo
Staccare le foglie del basilico. Se si usa un pestello e un mortaio, pestare i pomodori, il basilico, le mandorle e i grani di pepe. Dopo qualche minuto, aggiungere 1 spicchio d’aglio e una parte dell’olio. Una volta incorporati, aggiungere l’altro spicchio d’aglio e il resto dell’olio e pestare fino a ottenere un composto liscio e cremoso. Se si utilizza un robot da cucina, tritare tutti gli ingredienti fino a ottenere un trito fine, quindi frullare per qualche secondo ad alta velocità fino a ottenere una consistenza cremosa. Se si desidera una consistenza maggiore, si possono tritare le mandorle in un secondo momento e tagliare grossolanamente i pomodori e mescolarli a mano.
Portate una grande pentola d’acqua ad ebollizione rapida, salate, mescolate e aggiungete la pasta. Cuocere, mescolando di tanto in tanto, fino al raggiungimento della cottura al dente. Nel frattempo, scaldate una grande ciotola da portata e mettete sul fondo metà del pesto. Scolate la pasta, rovesciatela nella ciotola e metteteci sopra il resto del pesto. Mescolate e servite subito, se volete con della ricotta salata grattugiata.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di giovanna giovanna ha detto:

    Ciao,da trapanese non posso che essere d’ accordo con te sulla bontà di questo sugo,noi la chiamiamo semplicemente pasta con l’aglio,pesto è un termine che viene usato solo da poco tempo, e l’aglio si usa con più abbondanza,1 spicchio a persona,la ricotta salata,qui era una perfetta sconosciuta,si utilizza il pecorino stagionato o x restare nella tradizione,”muddica atturrata” e si porta a tavola un bel piatto di patate fritte o melanzane in questa stagione,di cui ognuno si serve a proprio gusto, mescolandole con la pasta.anche l’esecuzione è un po’ diversa Scusami se mi sono dilungata troppo

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    1. Avatar di gloggtheblog gloggtheblog ha detto:

      Ciao Giovanna, innanzitutto volevo ringraziarti molto per scrivermi e per avermi dato dettagli che non conoscevo. Da buon messinese, la ricotta salata in certe ricette é d’obbligo hahahaa, cosí come la famosa e divina “muddica ‘inturrata” di cui forse hai visto la ricetta della scorsa settimana. Per fare questo “pesto alla trapanese” (continuo a chiamarlo così, anche se non sarebbe proprio corretto, come dici tu) perché, per fare questa ricetta ho fatto riferimento a un libro di una studiosa di gastronomia che vive a Roma oramai da alcuni anni e che ha amici nel mondo culinario in Sicilia. Ma sai com’è… tante teste tanti tribunali… pazienza, no? a me comunque questa salsa è piaciuta moltissimo!!!! un caro saluto. Biagio

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