HANNATÄDINKAKUT, OVVERO I BISCOTTINI FINLANDESI DELLA ZIA HANNA, MA CHI ERA COSTEI?

“Carneade, chi era costui?” Ve lo ricordate Don Abbondio nei Promessi Sposi, con questa domanda? E “Dov’è Anna?”, lo sceneggiato thriller della RAI del 1976 che mia mamma mi proibiva di vedere perché altrimenti avevo incubi di notte? Chi sia questa zia Hanna, nessuno lo sa con precisione in Finlandia. Certo è che questi biscotti sono tra i più popolari in assoluto da Helsinki a Rovaniemi. Si fanno proprio in questo periodo, quando sta per arrivare il Natale, ma li si trova anche per tutto l’anno nelle pasticcerie finniche. È un’antica ricetta molto semplice, perché per fare io dei biscotti devono essere semplici by default! Il Cookie Share ha creato un mostro di me stesso. Adesso mi sono buttato a studiare la storia del “panis biscotus”! Ma chi l’avrebbe mai detto! Comunque siano le cose, mi piacciono molto le ricette di un’epoca in cui tutto si realizzava con ingredienti semplici e a portata di credenza. I biscottini suddetti (codesti “Hannatädinkakut”, si fa prima a fare la ricetta che a dirla), fanno parte di una ricetta che le nonne tramandano di generazione in generazione. Con qualche minima variazione.
Non sono sicuro se sia una leggenda o no, ma ho scoperto che questi biscotti potrebbero essere stati inventati, durante il XIX secolo, da una casalinga di Raahe, una città sulla costa settentrionale del Golfo di Botnia, Hanna Rehnbäck. Mi immagino la mamma Hanna alle prese con questi “macarons” domestici, perché certamente erano considerati delle leccornie, come oggi pensiamo dei sofisticati macarons. E magari la signora Hanna, mentre aspettava che si cuocessero in forno, lavorava un centrino all’uncinetto, metteva un po’ d’acqua nei gerani del balcone, dipingeva un acquerello o giocava con i suoi bambini.
In alcune ricette questi biscotti si fanno con la panna fresca, ma la maggior parte delle ricette scovate indica che il sapore migliore si ottiene con la panna più acida o vecchia che ci si è dimenticati in frigorifero da usare. Sour cream, buttermilk, kefir, crème fraîche, yogurt greco: potete provarli tutti. Potete variarli con del cardamomo, che io adoro, o della scorza di limone o un pizzico di lavanda, per esempio. “Kakku” in finlandese si traduce “torta”. Infatti questi cookies di zia Hanna sono a metà strada tra una torta e un biscotto per la loro soffice consistenza. Creano dipendenza. E si fanno in tempo record.

Ricetta leggermente modificata da “The Great Scandinavian Baking Book” di Bea Ojakangas

Ingredienti per circa 60-70 biscotti

113 g di burro ammorbidito
100 g di zucchero semolato
240 g di farina per dolci (se non l’avete, usate la stessa quantità di farina, toglietene 2 cucchiai e aggiungete, al loro posto, 2 cucchiai di amido di mais)
2 cucchiaini di lievito in polvere
125 g di sour cream

Metodo

Preriscaldare il forno a 180 gradi Celsius e rivestite la leccarda con della carta-forno. In una terrina, o in una planetaria, se volete, mescolare il burro e lo zucchero fino a quando non siano ben amalgamati. Mescolare la farina con il lievito e unire poco alla volta al composto di burro. Unite la panna acida o sour cream fino a formare un impasto compatto. Se vedete che è troppo umido, fate raffreddare in frigo per alcuni minuti. Usando 1 cucchiaino d’impasto alla volta, formare delle palline. Posizionare sulla teglia preparata. Cuocere per 12-14 minuti o fino a quando non siano ben dorati. Regalateli per Natale. Non c’è occasione migliore.

2 thoughts

  1. Sono corsa a leggere il procedimento. Settimana prossima inizio la mia super produzione di biscotti da regalare e sono sempre alla ricerca di un biscotto “novità” 😉
    Questi mi piacciono tantissimo ( e ti pareva che non mi piacessero?)
    Buona giornata

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