LA TORTA ALL’ARANCIA E MANDORLE E LA TRADIZIONE EBRAICA SEFARDITA

Devo avere un’origine ebraica o araba o un misto delle due. Mi sono sempre piaciute moltissimo le torte all’arancia. Il mio povero papà ne era un cultore. E mia mamma adora che, quando sono in Sicilia, le prepari dolci con le arance, così si vanta con le amiche che suo figlio fa qualcosa in casa… La verità è che di torte all’arancia ce ne sono in tutte le comunità ebraiche del Mediterraneo. Gli ebrei sono stati associati agli agrumi sin dai tempi più antichi: il cedro, per esempio, faceva parte del rituale religioso del Sukkot, la Festa dei Tabernacoli. Addirittura, il limone era così importante in epoca romana che era usato come simbolo ebraico su monete e lapidi e nei motivi delle sinagoghe. In uno studio intitolato “The Influence of Religion in the Spread of Citrus Fruit” (1959), Erich Isaac scrisse che gli ebrei divennero noti come specialisti in agrumi in Sicilia e in molte altre isole del Mediterraneo già nell’alto medioevo. Col passar del tempo, in diverse città del Nord Europa, tra cui Londra e Amsterdam, i venditori ambulanti ebrei vendevano arance e limoni dai carretti fino all’inizio del XX secolo.
Non sorprende, quindi, che nel mondo sefardita, cioè di quegli Ebrei che vissero in Spagna fino al sec. XV, esistano dozzine di ricette per torte e conserve di arance. Infatti, la caratteristica principale della cucina sefardita, a differenza del resto della cucina mediorientale, è l’influsso spagnolo e portoghese.
Durante il XIV e il XV secolo, al tempo dell’Inquisizione, migliaia di ebrei lasciarono la Spagna (Sefarad, in lingua ebraica) e il Portogallo dopo mille anni di vita nella penisola iberica. Molti si sono diretti verso i paesi del Medio Oriente. Gli ebrei arabi locali, colpiti dall’intelligenza e dalla raffinatezza dei sefarditi, copiarono e adottarono la loro lingua, i costumi e le usanze, così come i loro piatti. Questi piatti, simili a quelli preparati in Spagna oggi – alcuni portano ancora nomi spagnoli – sono ancora preparati fedelmente dagli ebrei del Medio Oriente. Tra questi ci sono torte preparate appositamente per Pesach, la Pasqua ebraica, fatte con mandorle tritate invece che con la farina, visto che per l’occasione non si usa nulla di derivato dal grano.
Questa torta gluten-free, che vi propongo da una ricetta dell’ottima Claudia Roden, per me non ha uguali. Per me è LA torta all’arancia, per eccellenza. Umida, dalla consistenza di un pudding, per via del metodo usato, è una torta che potrà essere servita con della panna montata o della crème fraÎche. Non la cuocete troppo, per non mangiare una torta asciutta e senza sapore.

Ingredienti

2 arance⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
6 uova⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
250 g farina di mandorle ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
250 g zucchero⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
1 cucchiaino lievito per dolci⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
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Procedimento⠀⠀⠀⠀

Lavare le arance e farle bollire in acqua abbondante per 1 ora e 1/2 (con la buccia). Scolare e fare freddare.
Tagliare le arance a metà e rimuovere gli eventuali semi. Frullarle nel mixer fino ad avere una purea. ⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
In una ciotola capiente sbattere le uova insieme allo zucchero. Unire tutti gli altri ingredienti e amalgamare bene.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Imburrare e infarinare (con farina di riso, se volete tutto perfettamente gluten-free) una teglia a cerniera da 22-23 cm. Versare dentro il composto e cuocere in forno caldo a 180° C per 50-60 minuti.

7 thoughts

  1. Ti chiedo solo una precisazione: quanto dovrebbero essere grandi (o pesare) quelle 2 arance ? oppure è piuttosto ininfluente nella riuscita della torta ? Ho terminato la torta per la colazione e pensavo a questa (Maria Chiara)

    1. ciao Maria Chiara! innanzitutto, grazie di cuore per esserti soffermata sulla ricetta. Ho controllato. Nel libro c’é solo scritto: “due arance grandi”. Nient’altro. A me è andata benissimo. Spero che vada meravigliosamente bene anche a te.

      1. io ne ho messe 3 in quanto le ho trovate solo medio-piccole di bio senza trattamenti alla buccia. il dolce è piaciuto a tutti! grazie della ricetta.

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